Da oltre 25 anni faccio lo stesso mestiere in settori che non c’entrano niente tra loro: collego il mondo fisico a quello digitale, e costruisco l’impresa che regge quel collegamento. Ho iniziato dalle reti; poi fotovoltaico, domotica, editoria locale, marketing. Cambia il materiale, non il mestiere.
Oggi passa da IoT, cloud e AI: architetture, automazioni, conoscenza strutturata — ontologie, RAG, agenti, knowledge graph. Sotto le sigle, lo stesso problema di venticinque anni fa.
Come CTO
Scelgo l’architettura e me ne prendo la responsabilità: cosa costruire, cosa comprare, cosa buttare — cioè a cosa rinunciare, che è la parte che nessuno vuole firmare. E resto hands-on: il codice che va in produzione lo leggo, e quando serve lo scrivo.
Come founder
Non fondo in serie, fondo in parallelo: per anni ho tenuto insieme quattro aziende in settori diversi. Parto dal problema, non dalla tecnologia. La parte difficile non è il lancio: è il decimo anno, quando l’entusiasmo è finito e i clienti no.
Il dominio è nato per la posta: indovinate quale canale funziona meglio. Rispondo a tutto, tranne alle «partnership strategiche» scritte da un modello linguistico.
Le presentazioni
Origine
Liceo classico: greco, latino, filosofia — e più tempo nei laboratori che tra i banchi. Poi le reti: cavi, fibra, TCP/IP, un CCNA Cisco nel ’98, quando un router era un oggetto esotico. Il mio primo mestiere è stato collegare cose, in senso letterale. Non ho più smesso.
Il filo
Da allora ogni progetto è la stessa domanda posta a oggetti diversi: come li faccio parlare? La risposta è software, ma non è mai solo software: è anche un’azienda, delle persone e un processo che deve reggere il lunedì mattina — il miglior ambiente di test mai inventato.
Come lavoro
Ho una lista di idee lunga quanto le schede aperte nel browser, e non ho intenzione di chiuderle. La differenza la fa il dopo: le idee buone diventano prototipi questa settimana, non «uno di questi giorni», e finiscono in produzione invece che in una slide.
Insegnare
Dal 2000 al 2009 ho insegnato in istituti della Campania — informatica, tecnologia, comunicazione — con oltre quaranta progetti PON. Soprattutto stage tecnologici e scambi Comenius: i ragazzi escono dall’aula e finiscono in azienda, a volte in un altro Paese.
Mi restano due cose. La conoscenza, per passare, va prima messa in ordine: sequenza, prerequisiti, cosa puoi dare per saputo. È la disciplina che oggi chiamo ontologia, senza il nome altisonante. E farsi capire non è un talento, è un lavoro, che noi tecnici diamo per scontato: davanti a una classe l’alibi del «è complicato» non regge trenta secondi.
Wikipedia
Nel 2008 coordinatore per la Campania di Wikimedia Italia, l’anno dopo coordinatore dei progetti nel board: circa tremila voci, e dieci lezioni sul crowdsourcing all’Orientale di Napoli. Quindici anni prima che si chiamasse RAG, la domanda era già questa: come si tiene insieme il sapere di molti senza che diventi rumore.
Scrivere
Sono giornalista pubblicista dal 2013: ho fondato e diretto QuiCaserta, mensile, e Casertagenda, annuario in tre edizioni. Una scadenza fissa lascia un riflesso: se una cosa non la sai spiegare a chi non è del mestiere, o non l’hai capita, o non serve a nessuno. Metà del lavoro di un CTO è tradurre.
Cosa credo
Che la tecnologia debba essere concreta: far lavorare meglio le persone e collegarle in modo più solido. Il resto — i pilot che non arrivano in produzione, gli strumenti comprati per paura di restare indietro — è teatro: dashboard bellissime e nessun utente.
Cosa ho costruito
1999 — 2009
Virtual Tech, la prima. Software per aziende ed enti: gestionali per i Comuni, il portale TrasparenzaOnline per ICA, e per quattro anni il CED del Comune di Macerata Campania. Nel 2003 il primo software italiano per il DPS: lo adottò un centinaio tra scuole ed enti.
2004 — 2012
ASMEnet. Digitalizzazione dei comuni campani con fondi regionali ed europei: servizi online, progetti GIS, il ticketing e la gestione alloggi dell’EDISU Napoli. Lì ho imparato che un progetto pubblico non finisce quando funziona, ma quando qualcuno lo usa.
2009 — 2020
Ligando, come CEO e responsabile tecnico. Comunicazione digitale, e una casa editrice vera, iscritta al catalogo SBN: QuiCaserta, Casertagenda, un romanzo con tanto di ISBN. Undici anni: il mio mandato più lungo.
2010 — 2017
Energy. Fotovoltaico a integrazione architettonica, partner certificato SolarCentury: centinaia di impianti, più EnergiadaVendere, che spiegava il Conto Energia a chi doveva deciderci sopra. Il mio primo incontro serio con l’energia come dato, non come slogan.
2013 — oggi
Wallmall. E-commerce di sicurezza domestica, costruito dall’infrastruttura all’interfaccia. È cresciuto fino a una rete di oltre 300 installatori certificati in tutta Italia: la parte difficile non è vendere online, è che poi qualcuno debba salire su una scala.
2017 — oggi
CTO fractional. Direzione tecnica per PMI che devono cambiare passo senza un CTO a tempo pieno: audit del debito tecnico, roadmap, scelta dei fornitori, guida dei team. Poche giornate al mese, quelle giuste.
Cose che so fare
Conoscenza e AI
OntologieRAGKnowledge graphAgentic AILLM
Dati e IoT
IoTMQTTTime seriesML su datiEfficientamento energeticoComparazione e audit energetico
Architettura
Architettura softwareFull stackCloud, on-premise, edgeDatabaseReti e infrastrutture
SEO & SEMOttimizzazione e-commercePricing e marginalitàAnalytics
Settori
Domotica e sicurezzaEnergia e utilityFotovoltaico e rinnovabiliE-commerce multicanaleEditoriaScuola e formazionePubblica amministrazione
Al centro c’è la conoscenza: come si rappresenta, come si formalizza, come diventa eseguibile. Ontologie e modellazione semantica, RAG e agentic AI, knowledge graph e vector DB: strumenti per far lavorare il sapere, non solo per conservarlo.
Knowledge Graph — ontologia live
Trascina i nodi, passaci sopra per vedere le relazioni. Lo stesso grafo tiene insieme il sensore, l’edificio e il quartiere: è l’unico modo che conosco per spiegare un’ontologia senza quaranta slide.
Sull’altro versante ci sono i dati di campo: telemetria, sensori, MQTT, edge. Modelli predittivi su time series, efficientamento energetico, e lo sviluppo full stack che tiene insieme il tutto — dal sensore alla dashboard, passando per la pipeline.
Lo stesso metodo scala dall’edificio alla città: traffico, aria, energia e rifiuti in un gemello digitale invece che in dodici dashboard scollegate. Senza un vocabolario comune (NGSI-LD, SAREF, Brick) ogni verticale resta un silo e i dati non si sommano.
Smart city — gemello digitale urbano
Traffico—
Cambia livello e clicca un quartiere. Il cerchietto rosso segnala chi è fuori soglia su un livello qualsiasi, non solo su quello a schermo. La città è inventata; i problemi molto meno.
Eventi — agente urbano
Due specializzazioni che sembrano lontane e invece vivono degli stessi dati. Sugli e-commerce: catalogo, schede, disponibilità, pricing e marginalità, con strumenti che mi sono scritto invece di comprarli. Sull’energia: comparazione e audit, cioè leggere i consumi veri e dire dove si spende più del necessario.
Due parole sul nome
Il dominio
L’ho registrato per mettere al sicuro la posta, con un indirizzo che non dipendesse da chi decide di chiudere il servizio. Ma un dominio vuoto è come un garage vuoto: ci ho messo un sito, poi un grafo, poi un’intera città. La posta, per la cronaca, funziona ancora benissimo.
Il numero
1220 è il mio cognome scritto con le cifre che gli somigliano: I·Z·Z·O → 1·2·2·0. Da qui la pagina degenera con metodo — basi numeriche, scomposizioni, simbologie. Il liceo classico non passa mai del tutto.
Lo stesso numero, travestito
Base
Rappresentazione
Decimale (10)
1220
Binario (2)
10011000100
Ottale (8)
2304
Esadecimale (16)
4C4
Romano
MCCXXquesto si ricorda
Smontato a pezzi
Cifre1 · 2 · 2 · 0
Coppie (12|20)12+20
Coppie (1|22|0)1·22·0
Somma cifre5(1+2+2+0)
Binario a gruppi100 1100 0100(4 bit)
Numeronomia — qui degenera
1
Unità, inizio, principio
Filosofia e religione: l’uno come origine (Plotino), il Dio unico del monoteismo, il primo motore immobile. Oriente: principio yang, atman unico. Simbolo: il punto, il sole; l’inizio di ogni ciclo e di ogni enumerazione.
2
Dualità, coppia, equilibrio
Filosofia: dualismo e dialettica. Oriente: yin-yang, la coppia complementare. Cabala: Bet (ב), seconda lettera, significa «casa». Tradizioni: i gemelli, le due tavole della Legge, le due nature.
0
Vuoto, potenziale, assenza
Oriente: śūnya (vuoto) nel buddhismo, wu (無) nel taoismo; lo zero come cifra nasce in India. Occidente: arriva tardi, nel Medioevo — prima assenza di quantità, poi numero a sé. Simbolo: il cerchio vuoto, il non-manifestato, il neutro moltiplicativo.
12
Completezza ciclica, ordine cosmico
Tempo: 12 mesi, 12 segni zodiacali, 12 ore di giorno e di notte. Religioni: 12 tribù d’Israele, 12 apostoli, 12 porte della Gerusalemme celeste. Mesopotamia: base 12, un divisore comodo — ed è il motivo per cui ancora oggi l’ora ha 60 minuti.
20
Ventina, ciclo vigesimale, generazione
Lingua: lo score inglese, il vigesimale basco, il francese quatre-vingts. Maya: base 20; 20 giorni del ciclo rituale, 20 anni un k’atun. Origine: venti dita tra mani e piedi — si contava con quello che si aveva.
22
Alfabeto, via, rivelazione
Ebraico: 22 lettere dell’alfabeto, 22 sentieri nell’Albero della Vita. Tarocchi: 22 Arcani Maggiori, dal Matto al Mondo. Numerologia: maestro costruttore, messaggio compiuto.
5
Somma 1+2+2+0 — elementi, sensi, trasformazione
Elementi: cinque in India (terra, acqua, fuoco, aria, etere) e cinque in Cina; il pentacolo. Corpo: cinque sensi, cinque dita. Islam: cinque pilastri, cinque preghiere. E 5 = 4+1: i quattro elementi più lo spirito.